Weird. – A Long Period Of Blindness

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Voto: 8/10

Toni freddi e contorni sfumati. Questo è quello che si vede in giornate plumbee come le tante che ci hanno accompagnato negli ultimi mesi. Questo è quello che si vede in giorni in cui quello che sentiamo dentro annebbia tutto quello che ci circonda. Questo è quello che si vede sulla cover del nuovo disco dei Weird.

I Weird., che a dispetto del loro nome sono una band tutta italiana, sono alla loro seconda prova in studio dopo l’esordio avvenuto due anni fa con Desert Love, For Lonely Graves.

Io li ho scoperti solo ora ma all’epoca i tre ragazzi romani, ancora minorenni, impressionarono positivamente molti, tra cui anche Soviet Soviet e Be Forest, aprendo proprio un po’ di concerti per entrambe le band.

Il trio romano si cimenta in un genere ancora troppo poco congeniale alla musica di casa nostra. Questo li rende estremamente affascinanti agli occhi di chi scrive perché oltre ad essere discretamente carucci (è ammirevole il modo in cui faccio complimenti con aria di sufficienza per non scalfire la mia reputazione da figa, eh?), suonano pure proprio niente male (continuo imperterrita).

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In Desert Love, For Lonely Graves probabilmente molti ci hanno visto quella psichedelia scura, che nel suo essere sporca, risulta densa e viscerale. E per essere ragazzi sotto i vent’anni, la storia era effettivamente interessante. A Marco Barzetti (voce e chitarra), Massimiliano Pecci (batteria) e Giovanni Romano (basso) non manca proprio nulla per fare qualcosa di interessante e di importante e, chissà, magari scrivere una pagina diversa per la storia della musica italiana.

Con A Long Period Of Blindness si butta giù il secondo capitolo con 8 tracce pronte a riconfermare il talento dei giovani romani che tornano più consapevoli e ispirati di prima.

Questo disco suona poco più di 40 minuti, eppure sembrano 40 giorni e 40 notti (mi è uscita per caso, giuro), attraversati da tante astrazioni, riferimenti e sensazioni. Un viaggio sensoriale bello pieno che, come in ogni disco all’insegna della psichedelia e dello shoegaze che si rispetti, anche in questo, si ripercorre nelle sue atmosfere e sonorità.

Si parte con The Circle Is Closed Except Where It Bleeds e ci si addentra nel territorio della psico-new wave con un pezzo che spinge subito forte nei suoi giri di basso ipnotici che si ripetono. Si continua con Dead Wax e si sfuma pian piano in dimensioni oniriche con le chitarre che ci danno giù forte e che continuano in Infinite Decay dove i contorni sono sempre più offuscati e ognuno ha la più totale facoltà di decidere quali siano i luoghi di questo disco.

The Sound Of Your Heartbreak dice già tutto nel suo titolo. Ci si abbandona in un’atmosfera sofferente e malinconica con un cantato altrettanto cupo. Ed è proprio qui, a metà LP, che ormai non siamo più noi a seguire il disco ma è il disco che trascina noi, dove non si sa bene, esasperando il tutto con Widow e poi (Crescendo) dove si inizia a respirare un po’ con basso e batteria che accompagnano cori stratificati, liberatori. Così come in Gaze, penultimo brano che ci tiene ancora sospesi sul filo, tra realtà e allucinazioni, prima della sferzata rock finale, potente, di Swans che chiude il cerchio iniziale riportandoci al punto da dove eravamo partiti.

I Weird al secondo giro correggono un po’ il tiro presentando un disco di qualità. Ci portano in luoghi che potrebbero essere di tutti o forse di nessuno, ma di sicuro, almeno per 40 minuti, diventano solo nostri. Per questo motivo A Long Period Of Blindness sarà anche uno quei dischi che non tutti i giorni si ha voglia di ascoltare, ma arrivano momenti in cui è l’unica cosa di cui abbiamo bisogno.