Terzo Piano – Super Super

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Voto: 8/10

Dando un’occhiata alla loro pagina facebook le prime cose che noto sono posti e facce che conosco, amici di amici e tutta una serie di cose che, davvero per la prima volta, mi fanno sentire di usare con cognizione di causa la frase “questi qui sono delle mie parti”. E non solo perché sono tutti e quattro nati e cresciuti a quattro passi da dove sono nata e cresciuta io, piuttosto per tutta una serie di eventi e coincidenze legati a tutte le volte che li ho sentiti suonare e parlare e c’era inconsapevolezza di quello che un giorno sarebbe potuto essere.

È davvero necessario sapere tutto ciò al fine di comprendere bene questo articolo? Non lo so. Però per la sottoscritta è grande motivo di orgoglio poter parlare di musica che un po’ sa di casa e un po’ di straniero. Sì, perché paradossalmente è un po’ così che vedo i Terzo Piano, come quattro stranieri venuti da “lontano” con i loro strumenti e cilindri da cui tirare fuori cose che nessuno si aspetterebbe da loro. Perché dai, è arrivato il momento di farci seriamente i conti e combattere questa esterofilia ben radicata in milioni e milioni di italiani, portati a ignorare completamente una realtà nostrana che a poco a poco è diventata sempre più ricca e interessante.

Ed è proprio in quest’ultima che i quattro ragazzi di Cava de’ Tirreni si sono ritagliati, negli ultimi anni, uno spazio per farsi conoscere e soprattutto sentire.

Gli scugnizzi in questione sono Francesco Mattia Pisapia (voce e chitarra), Rocco Izzo (chitarra e cori), Alfonso Senatore (batteria e cori) e Christian Bisogno (tastiere). E ora vi beccate anche una foto perché un altro punto a loro favore è che, oltre a sentire, si possono pure guardare.

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Dopo un po’ di sano sentimentalismo è arrivato il momento di capire davvero chi sono i Terzo Piano e cosa fanno.

Non si parte certamente dall’uscita di questo disco, Super Super, avvenuta il mese scorso. I quattro ragazzi suonano già da un po’ e un vero e proprio punto di partenza c’è già stato tre anni fa quando è uscito il loro primo EP, autoprodotto, contenente cinque brani dalle sonorità new wave miste a influenze di rock band nostrane del calibro dei Verdena. E la luce già pian piano si espandeva.

Nel corso dei due anni successivi il sound della band è maturato sviluppando un carattere di impronta prettamente post-rock arricchito di synth e un cantautorato molto sensibile.

Il presente, come detto poco fa, è rappresentato dall’uscita di questo disco Super Super che oltre ad essere il titolo sarebbe anche un buon modo per descriverlo in poche parole. Ma in questo caso non è decisamente fiato sprecato tutto quello che viene fuori dall’ascolto delle dieci tracce che lo compongono: dall’Intro a 0 ci troviamo di fronte a pezzi di pregiata fattura di cui difficilmente ci si stancherà non prima di due/tre ascolti consecutivi. Naturalmente parlo per esperienza diretta e oh, forse sono io che ci sono caduta troppo dentro ma qualcosa che attrae maledettamente c’è di sicuro e ne è prova anche la loro vittoria al concorso “Le Canzoni Migliori Le Aiuta La Fame 2014/2015” che gli ha procurato appunto un contratto discografico con l’etichetta perugina La Fame Dischi da cui è venuto fuori il suddetto disco grazie anche al contributo tecnico di altri due giovani ragazzi Antonio Prugno Siniscalchi (produzione artistica/recording/mix) e Claudio Auletta Gambilongo (recording/mix).

Loop è il brano con cui si sono presentati e vinto il concorso ed è effettivamente anche uno dei pezzi forti del disco con il suo ritmo ipnotico pronto ad esplodere nella seconda metà e a incatenarci in questo loop che ci ucciderà..

Ma sono tanti i brani degni di nota, in particolare il terzetto che anticipa il finale del disco composto da Jungle, Supervixens e Super-8 dove la band arriva al culmine della propria bravura. La prima, piena di effetti sonori e un cantato caricato che rendono il brano davvero particolare, la seconda che è decisamente la mia preferita, piena di tensione sonora, elementi elettronici di base e picchi emotivi in continua evoluzione. Super-8 invece denota fortemente le loro influenze stilistiche proveniente dall’oltremanica, impregnata di rock progressive e distorsioni ipnotiche.

I Terzo Piano sanno mescolare bene vari ingredienti tra loro ottenendo un risultato dal sapore ricco ma equilibrato. Merito anche di una scrittura mai scontata che aggiunge a sonorità cariche quella dose di emotività in grado di fare sempre centro. Esempio perfetto ne è il brano Attratti Super.

Che dire di più, abbiamo gli “stranieri” a casa nostra e per una volta forse non sentiremo nessuno lamentarsi di questo.