Tame Impala Live @ Sestri Levante

Si può dire che la fine di agosto segni un po’ la fine dell’estate.

Sì perché dai, diciamocelo chiaramente, questa ventina di giorni settembrini che sta per arrivare nulla avrà a che vedere con aperitivi in spiaggia e nottate passate svegli a fare festa. Gli spritz diventeranno flebo di caffeina alle vostre scrivanie. Le notti continuerete a passarle da svegli, sì, ma automaledicendovi e sbattendo ripetute volte la testa contro queste stesse scrivanie. E no, se state pensando che la soluzione potrebbe essere semplicemente distruggere le suddette, disilludetevi all’istante, fatevi un bel segno della croce e preparatevi psicologicamente a tornare alla vita di tutti i giorni.

Ma quanta ansia sono riuscita a trasmettervi? Quanta?!

State tranquilli, avete ancora una manciata di ore da poter passare rivivendo i momenti più belli di questi ultimi tre mesi e lasciarvi cullare ancora un po’ da essi. Farò lo stesso anche io condividendo con voi oggi il ricordo di uno dei giorni più belli della mia estate: il concerto dei Tame Impala a Sestri Levante, 25 agosto 2015.

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La Liguria non è esattamente la succursale lombarda dei concerti. Eppure più la vivo e più mi rendo conto di quanto sia naturalmente predisposta per questo genere di eventi. Prendete la suggestiva location che ha ospitato la band di Kevin Parker martedì scorso, l’ex Convento dell’Annunziata di Sestri Levante, a due passi dal mare in quel piccolo paradiso che è la Baia del Silenzio. Non si può non restare affascinati dalla bellezza di questo posto che oltre ad essere una delle mete più ambite dai turisti, d’estate diventa anche il punto di riferimento ligure dei grandi concerti grazie al Mojotic Festival. Ed è proprio grazie a questa rassegna che i Tame Impala si trovano di nuovo qui, dopo due anni, in un luogo che lo stesso Kevin Parker dice di adorare e non a caso dà il nome a un loro brano strumentale.

Non arrivo troppo presto ma neanche troppo tardi dato che in questo caso l’attesa può essere piacevolmente goduta sulla spiaggia, a dimostrazione del fatto che la combo mare+musica funziona proprio bene e non sono di certo l’unica a pensarla così, vista la tanta gente che c’è e il fermento pre- concerto nell’aria: tutti giovani, tutti fighi (o forse è solo l’eccitazione dell’attesa a farci vedere tutti fighi a vicenda).. sembra di stare allo Sziget per quante persone nel giro di poche ore siano velocemente diventate mie migliori amiche di vita… Così in questo clima di pace e amore il tempo vola. L’atmosfera all’interno del cortile dell’ex convento è stupenda.

Ad aprire la serata c’è Nick Allbrook, ovvero colui che è stato il bassista dei Tame Impala fino al 2012 e che attualmente è fondatore dei Pond. Si può dire che fin dall’inizio ci sia un assaggio di Tame Impala, sonorità passate che emergono nella psichedelica perfomance di Allbrook a base di potenti e distorte chitarre che però non coinvolgono eccessivamente il pubblico presente che, detto francamente, non vede l’ora che arrivino i main eventer sul palco.

La curiosità di vedere anche dal vivo come la band australiana sia cambiata è davvero tanta e il gioco di luci che invade il palco poco prima del loro ingresso ci fa intuire subito che questo non sarà un semplice concerto di fine estate ma un vero e proprio viaggio onirico verso un’altra dimensione.  Nulla di ciò che ha a che fare con la nostra realtà quotidiana ha a che vedere con Kevin Parker e la SUA dimensione che fin dal primo minuto di Let It Happen ipnotizza ed entusiasma un pubblico calorosissimo e pronto a cantarne ogni parola. Se durante questi 7 minuti e passa di synth e distorsioni Parker & Co. ci danno modo di empatizzare col mood del nuovo disco, quello che segue è un bel tuffo nel passato con Mind Mischief, l’omaggio alla cittadina ligure Sestri Levante e Why Won’t They Talk To Me che gasa all’inverosimile. Del resto come succede durante tutte le esecuzioni dei loro pezzi più famosi: Elephant, Why Won’t You Make Up Your Mind e Alter Ego. Ma anche i pezzi nuovi tengono alto il livello: The Moment e The Less I Know The Better catapultano in una psichedelia elettronica irresistibile. ‘Cause I’m A Man rivela tutto il perché di Currents che dal vivo trascina in un sogno allucinante costringendo a non poter fare altro che perdersi in questo mondo di effetti e stratificazioni sonore dietro al quale si cela la vera anima di Parker, più intimo che mai. Eventually dal vivo dà il meglio di sé e nonostante alcuni momenti in cui stare così vicini al palco si è rivelato controproducente, nel complesso si è rivelata la ciliegina sulla torta del nuovo album.

Come ciliegina sulla torta di questa serata in generale, invece, arrivano Feels Like We Only Go Backwards e Nothing That Has Happened So Far Has Been Anything We Could Control che, che ve lo dico a fare: semplicemente la gioia.

I nuovi Tame Impala convincono e piacciono tantissimo. Finisci per non capire più dove ti trovi, entrano nella tua testa e ti conducono esattamente dove vogliono loro. Tutto questo personalmente mi è successo già quando ho ascoltato il disco la prima volta ma live, ragazzi.. live si amplifica tutto e l’unica cosa che finisci per desiderare è che tutto questo non abbia mai fine.