Humans After All

Esattamente quattro anni fa nasceva questo blog. Oggi che è il nostro compleanno, l’avventura di Vinylistics finisce. Sono stati 48 mesi davvero intensi e meravigliosi, fatti di periodi facili ed altri difficili ma nei quali l’entusiasmo non è mai venuto meno. 525 articoli – di cui 254 di sole recensioni – stanno a testimoniare l’impegno che abbiamo messo in questo progetto del tutto amatoriale, portato avanti nei ritagli di un tempo libero che via via è venuto meno. Abbiamo avuto le nostre piccole e grandi soddisfazioni, in un panorama quanto mai affollato ed in continuo mutamento.

Levante – Nel Caos Di Stanze Stupefacenti

Se è vero che ognuno dei nuovi dodici brani rappresenta una stanza, nel complesso questo disco può essere definito a tutti gli effetti come una casa. Dietro la porta d’ingresso Levante sa che c’è un’ondata di cose difficili da trattenere dietro delle pareti- che si tratti di una casa o di un cuore- sa che una volta dentro, uscirne intatti sarà difficile.

Colombre – Pulviscolo

Colombre scava? Forse lui è solo uno che tocca la terra e la descrive così com’è, anche con estrema crudezza a volte, scompigliando tutte le idee di chi, ascoltandolo sulle melodie più leggere, potrebbe pensare che gli appena venticinque minuti di disco, scivolino allo stesso modo senza lasciare segni. E invece Pulviscolo di segni ne lascia eccome.

The Courtneys – The Courtneys II

Ascoltando prima Courtneys e poi Courtneys II , si capisce perfettamente il senso della scelta di questi due nomi: le Nostre non mostrano chissà quali carte differenti tra l’uno e l’altro lavoro ma entrambi sono una graduale presentazione di quali siano le loro capacità

Lowly – Heba

Che cos’è Heba? Un disco, naturalmente, il lungo esordio di una band che muove i primi passi nel delicato mondo del dream pop: i Lowly. Il quintetto danese, attivo dal 2014, ha rilasciato in questi tre anni una manciata di pezzi racchiusi nell’EP Sink Way Into Me e altri singoli sparsi che hanno delineato fin da subito la personalità di questo gruppo eterogeneo, brillante e soprattutto molto acceso.

Cloud Nothings – Life Without Sound

Per il loro quarto lavoro in studio, l’approccio è decisamente più lucido e ponderato. Sarà che non si rimane giovani per sempre, sarà che a un certo punto del percorso anche il loro sound necessitava di una svolta più definita e calibrata, comunque sia, la cosa certa è che la presa non è stata affatto allentata.

SOHN – Rennen

Il suo spirito cosmopolita l’ha portato nel giro di poco tempo a piantare le proprie radici da Londra a Vienna (luogo di nascita di Tremors) a Los Angeles. Nel mezzo ci son stati un matrimonio e l’arrivo di un figlio. Il buon Christopher non si è fatto mancare proprio nulla e quindi, visto che le esperienze ci son state, la luce della creatività è sempre rimasta accesa, il momento propizio per sfornare il sophomore non poteva che essere questo.

Bonobo – Migration

Migration è il sesto lavoro in studio del producer britannico, uscito a tre anni di distanza dal precedente, apprezzatissimo, The North Borders. Chiunque con la sua esperienza e il suo successo consolidati nel corso degli anni, al suo posto non avrebbe avuto esattamente tra le proprie priorità quella di aizzare il tiro e sfidare qualche limite. E- sorpresa, sorpresa- in effetti nemmeno lui. Questo non significa assolutamente che ci troviamo di fronte a un lavoro privo di idee e spunti interessanti, anzi, con le dodici tracce di questo lavoro si aprono le porte di un mondo, o meglio, del mondo.

The xx – I See You

Se fino a poco tempo fa erano Madley Croft e Oliver Sim ad avere maggior visibilità (sia dal vivo che su disco) e a creare magiche connessioni musicali, senza dubbio oggi il leader indiscusso di questo trio è Jamie xx che, dopo il suo ultimo lavoro da solista, aveva fatto presagire una grossa trasformazione anche nel percorso intrapreso con i due amici di sempre. Ebbene, a cinque anni di distanza da Coexist, gli xx sono tornati con “l’hypatissimo” (eheh) I See You e questa trasformazione in parte c’è stata ma in parte anche no.

Sundara Karma – Youth Is Only Ever Fun In Retrospect

I Sundara Karma sono Oscar Pollock (voce e chitarra), Haydn Evans (batteria), Ally Baty (chitarra) e Dom Cordell (basso) e Youth Is Only Ever Fun In Retrospect è il loro primo LP che salta fuori direttamente dalla calza della befana il 6 gennaio. Con ben otto brani non inediti su dodici, questo disco potrebbe inaugurare la categoria “Debutti che non lo sono” eppure questo quartetto sbucato dal Regno Unito ormai già qualche anno fa, pare proprio voglia imporsi come una vera e propria novità di quest’anno.