Reverberation Radio 258

Amici ma soprattutto amiche di Reverberation Radio benvenuti al mercoledì che tutti stavamo aspettando. La splendida cover che ritrae Angela Davis fa da viatico ad una selezione che si apre con l’intro parlata elettro-industrial dei Tomorrow The Rain Will Fall Upwards, per poi proseguire col funk di Letta Mbulu, il soul di Ramona King ed il garage politico del supergruppo Roya, la cui cantante Rahill Jamilifard è la frontman delle nostre beniamine Habibi.

The Very Best Of 2016

Difficile fare il Best Of a ‘sto giro. Il 2016 non è ancora finito che è già passato alla storia come uno degli anni peggiori del nuovo millennio. Musicalmente sono stati 12 mesi davvero scarsini, di certo non all’altezza dell’anno scorso, però mi piace guardare il bicchiere mezzo pieno, prima di bermelo. E se è vero che dobbiamo riporre le nostre speranze nel futuro, gli esordienti del 2016 sono una classe quanto mai folta e con le palle.

Soviet Soviet – Endless

Io non ce l’ho con la musica italiana in generale. Amo, senza fare nomi, alcuni grandi e piccoli vecchi ed ho una certa predilezione per la new wave nostrana che fu, anche se ho ancora grosse lacune da colmare. Piuttosto, ho difficoltà coi contemporanei. Quelli di cui ho rispetto si contano davvero sulle dita delle mani. In questo senso i Soviet Soviet, a maggior ragione alla luce del loro nuovo album Endless, sono il dito medio nel flaccido culo della musica indipendente italiana di oggi, e siano benedetti per questo.

TOY – Clear Shot

Si può tranquillamente affermare che soprattutto gli addii di Diez e Carey siano stati fondamentali per l’approccio dei TOY al nuovo disco. Fin dal singolo di lancio, Fast Silver, la band ci ha tenuto un sacco a mostrarci la sua nuova veste in un mid-tempo tra psych e acid-pop, meditabondo ma anche giocoso e luccicante grazie al binomio chitarra/tastiera. Un gran pezzo, uno dei se non IL migliore fra i dieci, che fa mostra di un ottimo arrangiamento (c’è molto più di quanto non sembri, a partire dal ponte tutto strumentale) rivelando una solarità ed un’immediatezza ribadite anche dalla successiva I’m Still Believing.

Merchandise – A Corpse Wired For Sound

Registrato per metà in giro tra Tampa, Berlino, New York e per metà in uno studio vero e proprio (prima volta per loro) a Rosà (Vicenza) dove è stato anche mixato, A Corpse Wired For Sound è stato prodotto dal frontman Cox e da Maurizio ‘ICIO’ Baggio (già al lavoro con The Soft Moon, Vanilla Sky e Index). L’idea è di sfuggire da qualsiasi ideologia e nozione precostituita si abbia su di loro. Non vogliono essere etichettati, ma mai come ora guardano al sound ed all’estetica degli anni ’80 come primaria fonte di ispirazione, ponendosi perfettamente al centro tra post-punk, new wave e gothic-rock.

Preoccupations – Preoccupations

L’anno scorso parlando di Viet Cong ho un po’ raccontato la storia di Matt Flegel (voce, basso), Mike Wallace (batteria), Scott Munro (chitarra, synth) e Daniel Christiansen (chitarra), di come – partiti da Calgary solcando l’immenso mare del post-punk – siano arrivati ad essere idolatrati come nuova cosa grossa. Preoccupations è il risultato di un periodo di introspezione profonda, fra crisi personali e collettive, il che è quasi sempre un buon inizio da cui partire per fare grande musica.

Reverberation Radio 231

Bentornati ad un altro imperdibile appuntamento con Reverberation Radio, il primo dopo le vacanze estive. La playlist di oggi si divide in due: da una parte troviamo folk, pop e rock mentre dall’altra abbiamo soul, jazz e funk. Alla prima categoria appartengono ovviamente i sempre amati Jesus And Mary Chain, gli inglesi Honeybus ed i Television Personalities, che dei primi sono stati una delle influenze maggiori.

Their satanic majesties: Goat

I Goat affermano di venire da Korpilombolo, nella contea di Norbotten, Svezia del nord. Almeno, di questo paesino di poco più di 500 abitanti sono originari i tre componenti base, i quali dopo essersi trasferiti a Göteborg sono stati raggiunti da altri quattro che li accompagnano nei live.

Siren Festival @ Vasto

Arrivo venerdì nel primo pomeriggio, dopo quattro estenuanti ore di autostrada, e ad accogliermi è il caldo – a tratti soffocante – di Marina di Vasto. Il tempo di montare la tenda, di un tuffo SUPERBLU nel mare, una doccia al volo e si parte alla volta di VastoCity dove in tutto il suo splendore mi attende l’arte di P o p_X, che senza troppi giri di parole (e senza ironia) si conferma essere progetto serio.