The Black Angels – Death Song

Scritto e registrato – tra Seattle e la natia Austin – durante le recenti elezioni americane, Death Song è essenzialmente una radiografia della pessima esperienza che l’incredibile corsa elettorale ha rappresentato per tutti, al di là di come sia poi finita. Un’oscura e cinica riflessione sull’era Trump che fin dal primo singolo Currency si manifesta diretta e senza sconti.

The Very Best Of 2016

Difficile fare il Best Of a ‘sto giro. Il 2016 non è ancora finito che è già passato alla storia come uno degli anni peggiori del nuovo millennio. Musicalmente sono stati 12 mesi davvero scarsini, di certo non all’altezza dell’anno scorso, però mi piace guardare il bicchiere mezzo pieno, prima di bermelo. E se è vero che dobbiamo riporre le nostre speranze nel futuro, gli esordienti del 2016 sono una classe quanto mai folta e con le palle.

Yak – Alas Salvation

Gli Yak sono tre regazzetti inglesi di Londra. Attivi fin dal 2014 – anno in cui sull’internet compare la loro prima canzone, Plastic People – sono assurti all’onore delle cronache a fine 2015 quando il loro EP No è stato pubblicato dalla Third Man Records di Jack White.

Death Index – Death Index

Carson Cox ed il suo amico Marco Rapisarda ci presentano il loro nuovo progetto, Death Index. Il tema centrale, lo si capisce facilmente, è quello della morte e per estensione del morire delle cose. La nota della casa discografica che lo distribuisce, la Deathwish (sic!), parla di “computer death, social death, animal violence” per inquadrare un contesto di disillusione e critica agli usi e costumi sociali contemporanei.

Savages – Adore Life

A due anni e mezzo dall’esordio Silence Yourself (nominato al Mercury) che le portò rapidamente all’attenzione di tutti, la band post-punk delle Savages decide di tornare per Matador con un disco registrato agli studi RAK di Londra, prodotto dal solito Johnny Hostile (compagno di Beth) e remixato a Copenaghen da Trentemøller. L’estenuante tour a supporto del primo album ha permesso a Jehnny Beth (voce), Gemma Thompson (chitarra), Ayse Hassan (basso) e Fay Milton (batteria) di accumulare per due anni una quantità enorme di nuove esperienze in giro per il mondo.

Reverberation Radio 135

E’ mercoledì, è Reverberation Radio, è Francia! Se il tema è la Francia non ci può essere miglior nome grosso del celeberrimo Serge Gainsbourg, che solo per essere stato l’uomo di Brigitte Bardot e Jane Birkin meriterebbe rispetto infinito. Ma potevamo noi italiani rimanere a guardare gli ‘amatissimi’ cugini alzare la voce? No, quindi ecco i Sensations’ Fix, band progressive fino ad ora a me sconosciuta capeggiata da Franco Falsini. Anche il Cile si merita il suo momento di gloria con l’accoppiata Ocelote Rojo e The Beatniks, mentre Tintern Abbey, la Cripple Dog Band di Bobb Trimble e Les Rallizes Dénudés tengono alte le bandiere rispettivamente di Inghilterra, USA e Giappone.

Royal Blood – Royal Blood

Mike Kerr e Ben Thatcher si conoscono da quando sono due adolescenti a Worthing, città di mare della contea del West Sussex. Il primo suona il basso e canta, il secondo ha scelto di menare le bacchette sulla batteria e per qualche tempo fanno parte separatamente di qualche gruppo di quartiere. Poi Kerr prende tutto e va in Australia e lì forma i primi Royal Blood con un certo Matt Swan come batterista. Evidentemente ci sono troppi koala e dopo solo 9 mesi Kerr torna in UK.