Gorillaz – Humanz

Quando verso la fine del 2015 Albarn comincia a radunare il solito stuolo di amiz/collaboratori, per motivarli rivolge loro – l’aneddoto ci è raccontato da Pusha T ma vale per tutti – il più classico dei what if?: cosa succederebbe se accadesse, che ne so tipo a novembre 2016, qualcosa di così sconvolgente da cambiare il mondo come lo conosciamo? Come sarebbe se vincesse LUI? Di certo non sarà stato l’unico a porsi la domanda – sarà stato uno dei pochi a farsela un anno e mezzo fa – ma ora che è stato pubblicato dopo così tanto tempo il rischio è che Humanz possa finire nel calderone delle espressioni artistiche post-Trump insieme alle innumerevoli altre.

Coldplay – A Head Full Of Dreams

L’etichetta discografica è sempre la stessa, la figura principale della band pure, i toni invece no. Se solo un anno fa i Coldplay erano alle prese con le trame più tenui e intimiste di Ghost Stories, oggi sembrano aver completamente dimenticato quelle atmosfere per rituffarsi in qualcosa che dopo Mylo Xyloto, ancora una volta sapesse di euforico, colorato e soprattutto pop.