Reverberation Radio 263

Anche il mercoledì che anticipa la Pasqua, immancabile arriva la santa playlist di Reverberation Radio.
Non poteva che essere una divinità come Steve McQueen a prendersi la copertina di oggi, introducendo 9 brani dalle sonorità soft e rilassanti. Cominciamo ovviamente coi Love, che qui coverizzano la canzone più famosa di William DeVaughn in uno strano mix tra soul e r&b. Rimanendo nel passato, abbiamo poi lo psych rock dei Sopwith Camel, il garage strumentale dei franco-canadesi Les Lutins ed il reggae del grade Glen Adams.

Reverberation Radio 255

Eccezionalmente di martedì, bentornati all’appuntamento settimanale con Reverberation Radio. Come avrete notato dal proliferare di cuoricini, frasi sdolcinate e diabetica benevolenza nell’internet, oggi è San Valentino e come festeggiarlo al meglio se non con una playlist agrodolce sul tema dell’amore sofferto e crepuscolare? Tra nuove e vecchie conoscenze i generi portanti sono folk, pop, rock e gli incroci fra di essi.

Reverberation Radio 253

Welcome back to Reverberation Radio, la musica del passato che ci insegna il futuro. Oggi, a dispetto della cover minimale, i nostri amici della California ci regalano 12 tracce ricche e complesse, che appagano un po’ tutti i gusti. A prolungare il filone dreamy che ci accompagna da qualche settimana ci pensa l’indie degli australiani Dick Diver, il garage-alternative dei Nerve City, l’immenso pop di Van Dyke Parks e la musique concrète di The Focus Group, progetto elettro-ambient di Julian House.

The xx – I See You

Se fino a poco tempo fa erano Madley Croft e Oliver Sim ad avere maggior visibilità (sia dal vivo che su disco) e a creare magiche connessioni musicali, senza dubbio oggi il leader indiscusso di questo trio è Jamie xx che, dopo il suo ultimo lavoro da solista, aveva fatto presagire una grossa trasformazione anche nel percorso intrapreso con i due amici di sempre. Ebbene, a cinque anni di distanza da Coexist, gli xx sono tornati con “l’hypatissimo” (eheh) I See You e questa trasformazione in parte c’è stata ma in parte anche no.

Angel Olsen – My Woman

Dopo il grande successo di due anni fa ottenuto con Burn Your Fire For No Witness, la Olsen torna con un lavoro autobiografico pronto a dimostrare che sì, va bene ed è bellissimo che sia vista un po’ come colei che ha riportato uno sprazzo di luce nel mondo del cantautorato folk tutto al femminile ma che, non per questo, è pronta a sacrificare alcuni aspetti di se stessa per restare intrappolata in un limbo di melodie malinconiche e iconiche senza mai toccare certe corde.

The Brian Jonestown Massacre – Third World Pyramid

Primo LP interamente registrato e prodotto da Newcombe nel suo nuovo Cobra Studio di Berlino – città dove ora vive con la famiglia – vede riunirsi attorno all’ennesima incarnazione del gruppo californiano una schiera al solito molto numerosa di collaboratori, tra cui è doveroso citare Emil Nikolaisen, Tess Parks (conosciuta via Twitter dopo averne letto la recensione di un album) e la moglie Katy Lane. Ovviamente autoprodotto e rilasciato tramite la label di famiglia A Recordings, pare che Third World Pyramid sia il primo di due dischi gemelli, ma con quella testa matta di Newcombe non si può mai dire.

The Growlers – City Club

Per la prima volta un disco dei Growlers viene accreditato ai soli Brooks Nielsen (voce) e Matt Taylor (chitarra), fondatori originari del gruppo. Il tastierista Kyle Straka continuerà ad affiancarli anche nei live, il bassista Anthony Braun Perry ha momentaneamente lasciato la cumpa ma tornerà in futuro, mentre il batterista Scott Montoya ha salutato per sempre. Composto sulle colline di Topanga Canyon e registrato negli studio losangelini di Everett, City Club paga dazio a numerose influenze diverse: Haruomi Hosono, Todd Rundgren, Dwight Twilley ma in primis e soprattutto al mammasantissima Julian Casablancas.

Reverberation Radio 238

Rieccoci puntuali per l’immancabile sessione musicale con quelle teste matte di Reverberation Radio. La copertina di oggi è dedicata alla Nouvelle Vague, in particolare a Jean-Luc Godard ed al suo Pierrot Le Fou (in italiano Il Bandito Delle 11), film del 1965 con Jean-Paul Belmondo e Anna Karina. Abbiamo tra le mani 8 tracce di folk/rock garage e psichedelico che, al solito, spaziano per l’orbe terracqueo come se non ci fosse un domani.

Allah-Las – Calico Review

Miles Michaud (voce, chitarra), Pedrum Siadatian (chitarra), Matthew Correia (batteria e percussioni) e Spencer Dunham (basso) sono andati al famoso Valentine Recording Studio di Los Angeles – chiuso fin dai tardi anni ’70 e riaperto solo l’anno scorso – per registrare il nuovo disco, il primo per la label newyorchese Mexican Summer. Come al loro solito durante le sessioni si sono avvalsi di un equipaggiamento storico di tutto rispetto tra cui vale la pena citare il mixer Universal Audio 610 del 1964, lo stesso con cui i Beach Boys registrarono quella pietra miliare della musica che è Pet Sounds.

Cosmonauts – A-OK!

Registrato allo studio Station House di Echo Park, il nuovo lavoro dei Cosmonauts vede la collaborazione di Mark Rains in fase di produzione (recording e mixing). Dopo il botto con Persona Non Grata avevo molto timidamente espresso la mia convinzione che una fase della vita della band fosse finita e che per forza di cose ne dovesse cominciare un’altra.