Reverberation Radio 272

Anche in periodi di super vacche magre come questi, Reverberation Radio non ci fa mancare la dose di musica che piace ai giusti. Dunque oggi i protagonisti assoluti sono Shintaro Sakamoto ed i VIDEOTAPEMUSIC, uniti nel progetto nippo-thailandese A Night In Bangkok. Non ci spostiamo di molto per andare a trovare l’indonesiana Anna Manthovani, ma dobbiamo attraversare il Pacifico del sud per il latin dei salvadoreñi Los Christians ed il jazz-funk dei brasiliani Azimüth.

Reverberation Radio 268

Come di consueto lasciate che vi dia il benvenuto sulle frequenze primaverili di Reverberation Radio. Oggi il salto nel passato comincia con la San Francisco degli anni ’40-’60 ritratta dalle notevoli foto di Fred Lyon e prosegue con 9 brani quasi tutti di stampo soul. I nomi sono quasi tutti sconosciuti al grande pubblico ma a gente come Miss Washington, Junior Lewis o la fantastica Faye Crawford non serve notorietà per essere apprezzata.

Reverberation Radio 267

Bentornati a tutti sulle frequenze sempreverdi di Reverberation Radio. Spesso la musica è un cavo teso fra lammerda ed il sublime. Non è il nostro caso, ma l’idea del funambolo piace sempre così tanto che la playlist di oggi si muove in costante equilibrio fra l’elettronica ed il pop, con qualche piccola ma significativa eccezione. Partiamo subito dalle mosche bianche. Abbiamo il funk/afrobeat della T.P. Orchestre Poly-Rythmo, i ritmi latini dei venezuelani Un, Dos, Tres Y Fuera ed il garage psichedelico degli Electric Prunes.

The Black Angels – Death Song

Scritto e registrato – tra Seattle e la natia Austin – durante le recenti elezioni americane, Death Song è essenzialmente una radiografia della pessima esperienza che l’incredibile corsa elettorale ha rappresentato per tutti, al di là di come sia poi finita. Un’oscura e cinica riflessione sull’era Trump che fin dal primo singolo Currency si manifesta diretta e senza sconti.

Reverberation Radio 264

Rieccoci sulle frequenze super ondeggianti di Reverberation Radio direttamente dalla California che conta. Oggi è musica che viene da ogni parte del globo terracqueo, sonorità rilassanti che ben si adattano a questo aprile indolente. A conti fatti, gli unici statunitensi sono Yusef Lateef, Tyrone Davis e Santo & Johnny: il primo, dopo la conversione all’Islam ha deliziato tutti col suo jazz fusion, il secondo – afroamericano – è qui con un brano soul/r&b, mentre i terzi – come si evince dal nome – spadroneggiano da buoni italoamericani di Nuova York tra rock and roll e easy listening.

Reverberation Radio 263

Anche il mercoledì che anticipa la Pasqua, immancabile arriva la santa playlist di Reverberation Radio.
Non poteva che essere una divinità come Steve McQueen a prendersi la copertina di oggi, introducendo 9 brani dalle sonorità soft e rilassanti. Cominciamo ovviamente coi Love, che qui coverizzano la canzone più famosa di William DeVaughn in uno strano mix tra soul e r&b. Rimanendo nel passato, abbiamo poi lo psych rock dei Sopwith Camel, il garage strumentale dei franco-canadesi Les Lutins ed il reggae del grade Glen Adams.

Reverberation Radio 261

Welcome back to the one and only Reverberation Radio. Niente come la cover della playlist di questa settimana può rendere meglio l’idea di ‘lounge’, non credete? Ed infatti le sonorità cosiddette easy listening comandano le 11 tracce di oggi. A partire dal giamaicano Joe White che, con gli In Crowd, propone una sua versione della canzone resa celebre da Diana Ross e Marvin Gaye. Per proseguire con la celebrazione della primavera di Robert Hall Productions, con il jazz latino di Paul Piot ed il pop degli Harmony Grass.

Reverberation Radio 258

Amici ma soprattutto amiche di Reverberation Radio benvenuti al mercoledì che tutti stavamo aspettando. La splendida cover che ritrae Angela Davis fa da viatico ad una selezione che si apre con l’intro parlata elettro-industrial dei Tomorrow The Rain Will Fall Upwards, per poi proseguire col funk di Letta Mbulu, il soul di Ramona King ed il garage politico del supergruppo Roya, la cui cantante Rahill Jamilifard è la frontman delle nostre beniamine Habibi.

Angel Olsen – My Woman

Dopo il grande successo di due anni fa ottenuto con Burn Your Fire For No Witness, la Olsen torna con un lavoro autobiografico pronto a dimostrare che sì, va bene ed è bellissimo che sia vista un po’ come colei che ha riportato uno sprazzo di luce nel mondo del cantautorato folk tutto al femminile ma che, non per questo, è pronta a sacrificare alcuni aspetti di se stessa per restare intrappolata in un limbo di melodie malinconiche e iconiche senza mai toccare certe corde.

Thee Oh Sees – An Odd Entrances

An Odd Entrances è stato registrato durante le stesse sessioni del suo gemello, con la line-up formata da John Dwyer, Tim Hellman, i due batteristi Rincon e Moutinho, più il contributo del polistrumentista Chris Woodhouse. Per rendere ulteriormente l’idea di come dalle parti dei Thee Oh Sees non si possa mai considerarsi tranquilli, soltanto due giorni prima della release (ovviamente via Castle Face), Ryan Moutinho ha ufficializzato l’abbandono della band per motivi personali.