Reverberation Radio 265

Se siete affamati della musica che conta ecco la playlist settimanale di Reverberation Radio, il nettare giusto per il vostro spirito. Oggi dominano il funk ed il soul, amici miei. Abbiamo il lo-fi di Doug Hrem Blunt, la musica popolare brasiliana di Tim Maia, più la fazione africana composta dalla Dur-Dur Band con la loro disco somala ed El Rego Et Ses Commandos, che ci deliziano col loro perfetto afrobeat del Benin.

Reverberation Radio 264

Rieccoci sulle frequenze super ondeggianti di Reverberation Radio direttamente dalla California che conta. Oggi è musica che viene da ogni parte del globo terracqueo, sonorità rilassanti che ben si adattano a questo aprile indolente. A conti fatti, gli unici statunitensi sono Yusef Lateef, Tyrone Davis e Santo & Johnny: il primo, dopo la conversione all’Islam ha deliziato tutti col suo jazz fusion, il secondo – afroamericano – è qui con un brano soul/r&b, mentre i terzi – come si evince dal nome – spadroneggiano da buoni italoamericani di Nuova York tra rock and roll e easy listening.

Reverberation Radio 262

Amici super cool della musica che conta, bentornati all’appuntamento con Reverberation Radio. L’uomo che abbraccia le pecore fa da perfetta introduzione alla playlist di oggi, che al solito spazia fra i generi e le latitudini di questo nostro pazzo mondo. Il funk – con le sue necessarie declinazioni – è il genere di maggioranza, con i belgi Allez Allez, i brasiliani Miguel de Deus e Azymuth.

Reverberation Radio 260

La celeberrima foto della Terra vista dalla Luna scattata dalla missione Apollo 8 è la copertina dell’odierno appuntamento con Reverberatio Radio. Questa settimana si torna alle origini, dove tutto è cominciato, ossia a metà tra folk e psichedelia. Alla prima categoria appartengono il country-rock in salsa americana di Jeff Cowell, il tradizionalissimo Michael Hurley, Michael Chapman con le sue tinte prog-jazz e la delicatezza acustica di Bruce Langhorne.

Reverberation Radio 256

Reverberation Radio augura un buon mercoledì a tutti voi. Oggi sonorità da easy listening, tra la chitarra lounge di Roger Davy, il pop elettronico e quell’aria da disco italiana anni ’70 di Spike – qui presente con ben due brani – ed il synthpop dei System. Ma c’è anche molto jazz, genere che forse più di altri si offre a contaminazioni piuttosto estreme.

Reverberation Radio 243

Eccoci di nuovo qui per il nostro appuntamento settimanale con Reverberation Radio e la sua musica supercool. Oggi si spazia dal funk degli etiopi Admas, al folk del capoverdiano Dionisio Maio. Abbandonata l’Africa, si tocca la Colombia del duo latin-pop Elia y Elizabeth prima di una breve immersione nel jazz americano di Bobby Cole e Roy Ayers.

Reverberation Radio 240

Una Isabelle Adjani sempre in splendida forma ci dà il benvenuto a questo nuovo appuntamento con Reverberation Radio. La lezione di geografia non riguarda solo la celebre attrice francese. Oggi, infatti, la world music torna a fare la voce grossa, tra funk, folk, afrobeat e momenti di vaga psichedelia. Taj Mahal – che a dispetto del nome si rivela essere americanissimo – i belgi Chakachas e l’indiano Ananda Shankar sono le uniche eccezioni al predominio africano.

Reverberation Radio 235

Ciao a tutti regaz e bentornati al micidiale appuntamento con la musica di Reverberation Radio.
Oggi – direttamente da Big Sur, Califonia – ci arriva una delle playlist più lunghe e notevoli di sempre, dove a regnare è la black music, in tutte le declinazioni possibili. L’inizio e la fine sono ad appannaggio della musica caraibica, tra ska, rocksteady (dei giamaicani Owen Gray e Prince Buster), reggae e calypso (Lord Invader & His Calypso Rhythm Boys, provenienti da Trinidad & Tobago).

Reverberation Radio 233

La solita cover stilosissima ci dà il benvenuto all’ennesimo appuntamento con Reverberation Radio from California.
Playlist da fine estate quella di oggi, piena di sonorità minimal e d’atmosfera, dove emergono multiculturalità e sperimentazione. Gli Acress of Grass, Alan Hawkshaw e Brian Bennett pur provenendo da esperienze diverse si possono raccogliere nel filone del funk/soul e della fusion.

Their satanic majesties: Goat

I Goat affermano di venire da Korpilombolo, nella contea di Norbotten, Svezia del nord. Almeno, di questo paesino di poco più di 500 abitanti sono originari i tre componenti base, i quali dopo essersi trasferiti a Göteborg sono stati raggiunti da altri quattro che li accompagnano nei live.