Reverberation Radio 264

Rieccoci sulle frequenze super ondeggianti di Reverberation Radio direttamente dalla California che conta. Oggi è musica che viene da ogni parte del globo terracqueo, sonorità rilassanti che ben si adattano a questo aprile indolente. A conti fatti, gli unici statunitensi sono Yusef Lateef, Tyrone Davis e Santo & Johnny: il primo, dopo la conversione all’Islam ha deliziato tutti col suo jazz fusion, il secondo – afroamericano – è qui con un brano soul/r&b, mentre i terzi – come si evince dal nome – spadroneggiano da buoni italoamericani di Nuova York tra rock and roll e easy listening.

Reverberation Radio 261

Welcome back to the one and only Reverberation Radio. Niente come la cover della playlist di questa settimana può rendere meglio l’idea di ‘lounge’, non credete? Ed infatti le sonorità cosiddette easy listening comandano le 11 tracce di oggi. A partire dal giamaicano Joe White che, con gli In Crowd, propone una sua versione della canzone resa celebre da Diana Ross e Marvin Gaye. Per proseguire con la celebrazione della primavera di Robert Hall Productions, con il jazz latino di Paul Piot ed il pop degli Harmony Grass.

Reverberation Radio 259

Bem venido alla nuova inarrestabile playlist a cura di Reverberation Radio. Oggi andiamo tutti in Brasile e, si sa, la terra carioca significa samba, MPB, bossa nova e sonorità latine a profusione. Gli Os Carbonos provano a buttarla sul rock, Eumir Deodato e Dom Salvador sul jazz, ma quando arrivano due mostri sacri della tradizione come Toquinho e Jorge Ben (un’affezionatissimo di queste frequenze) gli altri non possono che accodarsi.

Reverberation Radio 256

Reverberation Radio augura un buon mercoledì a tutti voi. Oggi sonorità da easy listening, tra la chitarra lounge di Roger Davy, il pop elettronico e quell’aria da disco italiana anni ’70 di Spike – qui presente con ben due brani – ed il synthpop dei System. Ma c’è anche molto jazz, genere che forse più di altri si offre a contaminazioni piuttosto estreme.

Reverberation Radio 250

Ben tornati al mercoledì con Reverberation Radio, quando la musica sconosciuta vi scalda il cuore meglio di un aperitivo col Negroni. Il ritorno a pieno regime del blog coincide con una cover di gran pregio: si tratta di Heel, opera del 1986 del celebre artista statunitense John Baldessari. E proprio dal continente nordamericano arrivano Arthur Lyman (più precisamente dalle Hawaii) detto il ‘Re della Lounge Music’ e Paul Parrish accompagnato dal suo folk-pop.

Reverberation Radio 237

Welcome back to Reverberation Radio. La playlist di oggi è l’ideale per quando si torna dal lavoro stanchi e stressati, e si ha solo voglia di relax. Il menù offre un breve excursus nella giungla latin/afrobeat con Nino Nardini e Benis Cletin, a seguire una corposa sezione di funk/soul dalla brasiliana Free Sound Orchestra all’hawaiana Nohelani Cypriano passando per Altyrone Deno Brown ed il calypso di Cyril Diaz & His Orchestra.

Reverberation Radio 233

La solita cover stilosissima ci dà il benvenuto all’ennesimo appuntamento con Reverberation Radio from California.
Playlist da fine estate quella di oggi, piena di sonorità minimal e d’atmosfera, dove emergono multiculturalità e sperimentazione. Gli Acress of Grass, Alan Hawkshaw e Brian Bennett pur provenendo da esperienze diverse si possono raccogliere nel filone del funk/soul e della fusion.

Reverberation Radio 227

Reverberation Radio si apre con una cover tratta da un fotogramma di una scena di Wheel Of Ashes, semisconosciuto film del 1964 diretto da Peter Emanuel Goldman. Ma siamo qui per le canzoni. E sono otto perle di bellezza tra psichedelia, progressive e rock in generale.

Reverberation Radio 226

Le 9 canzoni di Reverberation Radio sono legate dal fil rouge della world music, dei suoni africani e tropicali.
Si parte, appunto, con la giungla funk di Bob Chance per spostarsi nell’isola di Riunione dove Alain Peters ci fa sentire la sua maloya.

Reverberation Radio 216

Welcome back to Reverberation Radio. Con una cover presa in prestito da Unmissable dei Gorgon City (perché? boh) si apre la playlist più psichedelica dell’anno. A spiccare è però il nome gigante di Captain Beefheart, avanguardista e precursore.