Gorillaz – Humanz

Quando verso la fine del 2015 Albarn comincia a radunare il solito stuolo di amiz/collaboratori, per motivarli rivolge loro – l’aneddoto ci è raccontato da Pusha T ma vale per tutti – il più classico dei what if?: cosa succederebbe se accadesse, che ne so tipo a novembre 2016, qualcosa di così sconvolgente da cambiare il mondo come lo conosciamo? Come sarebbe se vincesse LUI? Di certo non sarà stato l’unico a porsi la domanda – sarà stato uno dei pochi a farsela un anno e mezzo fa – ma ora che è stato pubblicato dopo così tanto tempo il rischio è che Humanz possa finire nel calderone delle espressioni artistiche post-Trump insieme alle innumerevoli altre.

Oscar – Cut And Paste

Originario del nord di Londra, figlio d’arte – sua madre frequentava il Mud Club, suo padre suonava nella band new wave The Regents nei ’70 – Oscar studia al St. Martin College per diventare scultore. Poi capisce che per fare qualche soldo deve assecondare l’inclinazione familiare verso la musica. Si chiude nella sua camera da letto e, a differenza di quello che fa la maggior parte dei suoi coetanei in quella situazione, compone un po’ di brani e qualche demo accorgendosi di avere una dota innata per le melodie.

Blur – The Magic Whip

La storia di come sia nato The Magic Whip è nota e stranota, sdoganata in ogni salsa possibile fino alla noia, tuttavia essenziale per capire cosa sta dietro a questi 51 minuti. Nel maggio del 2013 i Blur si trovano in Giappone per partecipare al Tokyo Rocks Music Festival, rassegna che poi – per motivi rimasti tuttora sconosciuti ai più – è stata annullata, lasciando i quattro bloccati ad Hong Kong per cinque giorni di fila.

The Very Best Of 2014

Dopo i botti della scorsa annata, il 2014 è stato un altro anno di musica assai positivo. Come sempre ci sono state conferme, scoperte e delusioni cocenti. Tra queste ultime sicuramente troviamo il disco dei Kasabian al solito pompatissimo da loro stessi e da certa stampa ma a conti fatti davvero scarso; anche i Black Keys a mio modo di vedere falliscono la prova, perseverando sul solco del mainstream catchy e furbetto che nulla aggiunge alla loro comunque gloriosa discografia.