Burgermania_7 – Curtis Harding

Curtis Harding nasce a Saginaw in Michigan, sua madre Dorothy è qualcosa a metà tra una cantante gospel ed un’evangelista infervorata con l’amore per Gesù, suo padre un veterano in ritiro ed esiste anche una sorella che boh. Il piccolo Curtis vive l’infanzia e la prima adolescenza totalmente on the road al seguito del carrozzone religioso che lo porta in giro per mezza America; la mamma canta, i figli suonano la tastiera e la batteria ed il padre facilmente batte le mani a tempo.

Burgermania_6 – together PANGEA

I together PANGEA – ok la vodka, ma si scrive proprio così, minuscolo e maiuscolo (LOL eh?!) – vengono ovviamente dalla California, si divertono molto, non si stancano mai di suonare dal vivo, fanno surf, sono dei mezzi scoppiati, si drogano con piacere e fanno della gran musica. Insomma, i nostri tipi ideali.

Burgermania_5 – The Growlers

Per i The Growlers tutto comincia tra Dana Point e Long Beach, dove Brooks Nielsen (voce) e Matt Taylor (chitarra) si incontrano nel lontano 2006 decidendo di mettere su una specie di band, visto che il loro stile di vita è sostanzialmente lo stesso: fare surf, vivere la vita di strada, sperimentare tanto nella musica quanto nelle sostanze che la nonna dice no. Insomma, separati alla nascita. Hanno entrambi dei lavori dignitosi, ma vogliono diventare musicisti professionisti, fare dischi, andare in tour e cose così.

Tomorrows Tulips – When

Costa Mesa, la California dei surfisti, l’apparente indolenza. Con questi ingredienti, Alex Knost (voce e chitarra), Ford Archbold (basso e voce) e Jamie Dutcher (batteria) si erano messi al lavoro per dare un seguito al fortunato Experimental Jelly, il secondo disco della band, quello che li aveva definitivamente imposti all’attenzione di tutti quelli che contano. Con la collaborazione (non si sa quale) dell’artista visuale Dominic Santos e della bassista dei Pixies Paz Lenchantin (al violino in alcune tracce), i tre capelloni si erano approcciati alla fase compositiva con l’intento di allargare il genere della band – fino ad ora abbastanza confinato tra garage e lo-fi con qualche spruzzata psych – verso qualcosa di maggiormente pop, post-punk ed addirittura noise.

Burgermania_4 – Tomorrows Tulips

Oggi riprende la rassegna Burgermaniaca sugli artisti della benamata label californiana, iniziata coi Night Beats e proseguita con Habibi e Cosmonauts. A questo giro si parla dei Tomorrows Tulips da Costa Mesa, California. Perché specificare fin da subito il nome della località da cui provengono? Perché tutto è sempre connesso a tutto ed il motto della città situata tra Los Angeles e San Diego è ‘The City Of Arts!’. Che numero, eh?!

Burgermania_3 – Cosmonauts

Immaginatevi la California, in particolare quella zona che si chiama Orange County e che è stata più o meno immortalata nella nota serie tv. Ora, dimenticatevi quella mezza porcheria e concentratevi su Fullerton, dove ha sede la Burger Records. Qui, nell’estate del 2009, un tizio che si chiama Alexander Ebraham Ahmadi – di chiarissime origini californiane – partecipa col suo gruppo ad una specie di concerto casalingo, una di quelle cose che fanno molto West Coast e che abbiamo visto tutti in qualche teen movie del sabato pomeriggio. In quella stessa villa è presente anche un altro tizio chiamato Derek Cowart, anche lui con la sua band; Alex è un po’ che sente fare quel nome e da quando ha scoperto che Derek ama i Brian Jonestown Massacre cerca in tutti i modi di incontrarlo.

Burgermania_2 – Habibi

Il luogo è Brooklyn, New York e il periodo temporale è la primavera del 2011. Le protagoniste su cui insiste la telecamera sono Rahill Jamalifard e Lenaya ‘Lenny’ Lynch, entrambe provenienti da Detroit ma ora abitanti della Big Apple dove la prima si è trasferita nel 2009, la seconda nel 2006. Riflessione: per formare una band di successo, trasferirsi il più lontano possibile e trovare qualcuno che venga dalla tua vecchia città ma che non hai mai conosciuto.

Burgermania_1 – Night Beats

Danny Lee Blackwell nasce e cresce a Dallas nel cuore dell’America rurale e passa la sua adolescenza ascoltando il blues del Texas e la cosiddetta Austin’s psychedelic music degli anni ’60. In un momento non precisato della sua vita per un motivo non chiaro prende stivali e cappello da cowboy e si trasferisce a Seattle – evidentemente troppo tardi per subire l’influenza del grunge – dove nel 2009 incontra tale James Traeger da poco trasferitosi indovinate da dove? Ma ovviamente da Austin, Texas.