The Courtneys – The Courtneys II

Ascoltando prima Courtneys e poi Courtneys II , si capisce perfettamente il senso della scelta di questi due nomi: le Nostre non mostrano chissà quali carte differenti tra l’uno e l’altro lavoro ma entrambi sono una graduale presentazione di quali siano le loro capacità

Cosmonauts – A-OK!

Registrato allo studio Station House di Echo Park, il nuovo lavoro dei Cosmonauts vede la collaborazione di Mark Rains in fase di produzione (recording e mixing). Dopo il botto con Persona Non Grata avevo molto timidamente espresso la mia convinzione che una fase della vita della band fosse finita e che per forza di cose ne dovesse cominciare un’altra.

Gap Dream – This Is Gap Dream

Senza dubbio il più personale che Gap Dream abbia mai composto, quest’album nasce da una serissima crisi esistenziale. Alcune fonti parlano di due, altre di ben tre anni di lavorazione per il primo disco totalmente autoprodotto da parte del nativo dell’Ohio. La confezione patinata e glam dell’ultima fatica viene messa da parte per una sorta di ritorno alle origini.

Audacity – Hyper Vessels

Kyle Gibson (voce, chitarra), Matt Schmalfeld (voce, chitarra), Cameron Crowe (basso – e tranquilli, è solo un omonimo) e Thomas Alvarez (batteria) tornano in studio facendosi produrre dall’immancabile califfo Ty Segall. Nelle intenzioni Hyper Vessels è il disco che dovrebbe dirci se oltre al fumo c’è anche l’arrosto.

Tracy Bryant – Subterranean

Fortemente influenzato dal Southwest americano (ma avrebbe potuto essere altrimenti?), Subterranean prende a riferimento i 60’s così come artisti dei 70’s e degli 80’s tipo Cramps, The Gun Club e Peter Murphy. Per uno cresciuto dal padre a Kinks, Rolling Stones e ? & the Mysterians la componente ‘rock di chitarre’ non può non essere preponderante, ma qui si affaccia anche una nuova sensibilità pop, a volte nostalgica ed indolente altre volte più gotica e dark.

Reverberation Radio 207

Oggi la playlist di Reverberation Radio è interamente dedicata alla musica strumentale. A renderci orgogliosissimi si saper fare meglio le cose ci pensano Giuliano Sorgini con ben due brani dal suo album-colonna sonora Zoo Folle, I Marc 4 ed Alessandro Alessandroni

Burgermania_9 – King Tuff

Oggi vi parlo di Kyle Thomas, la mente – a tratti geniale, a tratti demenziale – che sta dietro il progetto King Tuff esempio se ce n’è uno del burgerismo più cazzone ed irresistibile. La storia di Kyle Thomas è oltremodo complessa, un po’ come tutte quelle di cui ho scritto prima eh, ma per i motivi esattamente opposti. Non la chiamerei una storia di successo, ma un insieme di cose che sono accadute un po’ per caso un po’ forse no e che lo hanno portato ad essere uno dei nomi di riferimento della scena garage americana e non solo.

Welcome to hindie-rock: Elephant Stone

Quello che differenzia gli Elephant Stone dal resto del panorama psych-pop è l’uso di strumenti tipici della musica tradizionale indiana come sitar, tabla e dilruba che uniti ai riferimenti sopracitati ed al ritrovato interesse da parte di Dhir per sue le radici – Ravi Shankar e la Bollywood musicale – fanno sì che quel termine a metà tra lo scherzo ed il serio acquisisca un reale significato.

Cherchez: La Femme

Sacha Got e Marlon Magnée sono originari di Biarritz, sono amici fin dalla prima infanzia e fanno tipo elementari e medie insieme. Poi succede che verso i 15 anni Marlon si trasferisce a Parigi e col tempo conosce tanti regaz con tanti nomi strani, come Nuñez, Noé, Sam eccetera. Durante gli anni del liceo formano un’allegra cumpa, vanno spesso a concerti punk ed Oi! e frequentano numerosi locali parigini pieni di coolness che levati, con nomi davvero accattivanti tipo La Miroiterie (aka La Vetreria) o la CNT (qualcosa come la Camera Nazionale Del Lavoro).

Burgermania_8 – Billy Changer

Prima di tutto Billy Changer non si chiama così ma nasce Robert Cifuentes in una non meglio precisata città della San Fernando Valley, diciamo qualche anno fa, in un range che secondo me va dai 22 ai 25 e che è di una precisione che levati. In quella zona della California le comunità ispaniche e caucasiche sono le più numerose, però di lui si sa veramente poco e non ci sono nemmeno tante foto a testimonianza del suo passaggio sulla West Coast.