Arcade Fire – Reflektor

Ho sempre avuto questa teoria che ogni album degli Arcade Fire fosse associato ad una diversa stagione dell’anno. Quindi Funeral è l’autunno, non solo perché le rivoluzioni avvengono in ottobre, ma per l’atmosfera crepuscolare che permea quel disco, così da giorno dei morti, come una festa barocca. Seguendo questa logica strampalata, il successivo Neon Bible è l’inverno – oscuro e glaciale – ed infine The Suburbs è la primavera, vuoi perché maggio è il mese primaverile per eccellenza, vuoi perché si parla di adolescenza – ancorché perduta, che si scontra con l’entrata nel mondo adulto così spersonalizzante e frustrante – e di ritrovata gioia di vivere, temi che sono assai assimilabili a quei mesi dell’anno. Detto questo, Reflektor è più estate di quanto mi sarei mai potuto immaginare e, se mi si perdona la similitudine, è come l’estate più cool che vi possiate ricordare, tipo quella della prima limonata in spiaggia con una tipa dopo una festa in cui hai ballato e bevuto troppo.