Reverberation Radio 267

Bentornati a tutti sulle frequenze sempreverdi di Reverberation Radio. Spesso la musica è un cavo teso fra lammerda ed il sublime. Non è il nostro caso, ma l’idea del funambolo piace sempre così tanto che la playlist di oggi si muove in costante equilibrio fra l’elettronica ed il pop, con qualche piccola ma significativa eccezione. Partiamo subito dalle mosche bianche. Abbiamo il funk/afrobeat della T.P. Orchestre Poly-Rythmo, i ritmi latini dei venezuelani Un, Dos, Tres Y Fuera ed il garage psichedelico degli Electric Prunes.

Gorillaz – Humanz

Quando verso la fine del 2015 Albarn comincia a radunare il solito stuolo di amiz/collaboratori, per motivarli rivolge loro – l’aneddoto ci è raccontato da Pusha T ma vale per tutti – il più classico dei what if?: cosa succederebbe se accadesse, che ne so tipo a novembre 2016, qualcosa di così sconvolgente da cambiare il mondo come lo conosciamo? Come sarebbe se vincesse LUI? Di certo non sarà stato l’unico a porsi la domanda – sarà stato uno dei pochi a farsela un anno e mezzo fa – ma ora che è stato pubblicato dopo così tanto tempo il rischio è che Humanz possa finire nel calderone delle espressioni artistiche post-Trump insieme alle innumerevoli altre.

Reverberation Radio 266

Bentornati sulle potentissime frequenze di Reverberation Radio. Come recitano i due personaggi del film Il sergente e la signora (del 1945) nella cover, oggi è mercoledì, uno di quelli per cui ha senso vivere un’intera settimana a parte il week-end. Il menù offre il wooze-pop di Crepes, il rock leggerino di Kyoko Furuya e l’elettronica condita dal jazz della brasiliana Andréa Daltro.

Reverberation Radio 265

Se siete affamati della musica che conta ecco la playlist settimanale di Reverberation Radio, il nettare giusto per il vostro spirito. Oggi dominano il funk ed il soul, amici miei. Abbiamo il lo-fi di Doug Hrem Blunt, la musica popolare brasiliana di Tim Maia, più la fazione africana composta dalla Dur-Dur Band con la loro disco somala ed El Rego Et Ses Commandos, che ci deliziano col loro perfetto afrobeat del Benin.

The Jesus and Mary Chain – Damage and Joy

Ai due nativi di Glasgow si affiancano Brian Young alla batteria e Phil King al basso, più un terzetto di voci femminili ospiti che scopriremo più avanti. La scelta determinante, però, è stata quella di avere Martin Glover (aka Youth) come produttore e bassista occasionale. Il sound di Damage and Joy – registrato per lo più in Spagna – risulta così abbastanza ricercato e robusto da non far notare la ruggine che i fratelli coltelli si portano inevitabilmente addosso, e questa è già una mezza vittoria.

Go ahead, make my album: U2 – Pop

Quest’anno si celebra il trentennale dell’uscita di The Joshua Tree, l’album più famoso e forse migliore della band ed a questo proposito avrete letto che per festeggiare la ricorrenza gli irlandesi andranno in tour riproponendo per intero uno dei manifesti degli anni ’80. Però, in questo marasma di amarcord ed euforia nostalgica, ci si è dimenticati – forse volutamente – che il 5 marzo del 1997 usciva quel Pop passato invece alle cronache come il disco sbagliato, il peggiore, il figlio nato scemo da tenere nascosto.

Depeche Mode – Spirit

Spirit è un disco che ancora una volta vede i DM alle prese con i loro umori cupi e tesi, chiusi in synth rock sporchi ed esageratamente drammatici. Tutto mira a impostare un’atmosfera ben precisa, come a dire: preparatevi, la fine del mondo è vicina.

The Courtneys – The Courtneys II

Ascoltando prima Courtneys e poi Courtneys II , si capisce perfettamente il senso della scelta di questi due nomi: le Nostre non mostrano chissà quali carte differenti tra l’uno e l’altro lavoro ma entrambi sono una graduale presentazione di quali siano le loro capacità

The Brian Jonestown Massacre – Don’t Get Lost

Era nell’aria, l’avevo già anticipato nel pezzo sul ‘gemello’ Third World Pyramid, ma nessuno avrebbe saputo dire con certezza verso quale direzione si sarebbe mosso il sedicesimo lavoro della band di Anton Newcombe, Don’t Get Lost. Il guru della psichedelia e Ricky Maymi confermano Dan Allaire (batteria), Collin Hegna (basso) e Ryan Van Kriedt (chitarra) nella line-up ufficiale. Sono invece collaboratori molto graditi Emil Nikolaisen (della band norvegese Serena-Maneesh), Pete Fraser (già al lavoro coi Pogues) al sax e come voci ospiti la solita Tess Parks, Tim Burgess (The Charlatans) e Shaun Rivers.

Reverberation Radio 257

Rieccoci immancabili con l’appuntamento del mercoledì, il giorno di Reverberation Radio. Oggi la playlist dei nostri amicones della California è quanto mai eterogenea. Si spazia dal funk sobrio ed elettronico di Dwight Sykes a quello contaminato dalla dance della Universal Togetherness Band. Anche il jazz è presente, con le interpretazioni di Donald Byrd e Kenny Graham & His Satellites, questi ultimi graditissimo ritorno dopo qualche settimana di assenza.