Paolo Nutini Live @ Genova

Il 16 luglio scorso Paolo Nutini ha suonato a Genova, all’interno della rassegna del Goa Boa Festival. Per una serie di circostanze sono andato a sentirlo e questo è il resoconto della mia serata col cantante scozzese.CIMG2173

In un’estate che non giunge mai, il giorno del concerto di Nutini all’Arena del Mare è il più caldo e afoso dell’anno. Arrivato a Genova dopo un’oretta di treno e sistemate le mie cose, come sempre faccio amicizia col trasporto pubblico genovese e miracolosamente riesco a raggiungere il Porto Antico dove, tra palchetti allestiti per cover band improvvisate e frotte di turisti casuali, si può notare già un certo afflusso di fan verso i Magazzini del Cotone e da lì verso l’Arena. Che poi non è nient’altro che uno spazio ricavato in una zona relativamente tranquilla del porto con il palco situato in modo tale da aver il mare dietro di sé, con navi e traghetti in partenza che sfilano quasi in parata, per un notevole effetto scenico di indubbia bellezza. Gli opener della serata sono i The Rainband, gruppo proveniente da Manchester francamente a me sconosciuto che però poi ho scoperto aver supportato i Simple Minds nel loro tour italiano del 2012. Qui eseguono un set piuttosto tirato e col loro rock molto standard a metà tra anni ’80 e inizio anni ’00 cercano in ogni modo di scaldare il pubblico via via sempre più numeroso; il cantante si sbatte un sacco per dire due parole nella nostra lingua, fa battute sulla partita Italia-Inghilterra dei Mondiali, tra l’indifferenza generale dedica una canzone a Balotelli (This Is The Time), mentre nel momento in cui sulle note di Rise Again dichiara il suo amore per Marco Simoncelli l’attenzione e gli applausi sono tutti per lui ed i suoi 4 compagni di band. In definitiva un gruppo poco più che mediocre, ottimo come colonna sonora del rifocillamento pre main event tra birra, spritz e focaccia.

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I Rainband sanno come si fa

Alle 21:50 spaccate sale sul palco Paolo Nutini accompagnato da una band di 10 elementi, tra cui una corista e 3 ottoni (sax, tromba e trombone). Senza troppi preamboli parte subito con una intro elettronica che poi diventa Scream (Funk My Life Up), il primo singolo del suo ultimo lavoro, Caustic Love. La successiva Let Me Down Easy, oltre a confermare la scaletta dell’album, mantiene abbastanza alto il tasso adrenalinico del pubblico, ora molto numeroso per un live che è praticamente un sold out. Già alla terza canzone parte l’operazione nostalgia, con brani sia dal secondo (Coming Up Easy) che dal primo (Alloway Grove) album, con quest’ultima in particolare che vede una grande prova vocale da parte di Nutini, che personalmente a volte tende troppo a tirare la voce, quasi ad urlare, ma che in questo brano riesce a dare il meglio di sé. Il primo momento davvero lento e riflessivo arriva quando il songwriter scozzese dedica un paio di canzoni rispettivamente alla madre e ad un suo caro amico: Looking For Something e Numpty sono senza dubbio due solidissime canzoni, che mostrano la maturità acquisita da Nutini nel corso degli anni in cui invece di far uscire un disco dopo l’altro ha preferito seguire un percorso lento ma inesorabilmente crescente che lo porta ora, a poco più di 27 anni, ad essere un artista eclettico come pochi altri, pop e sofisticato quasi in parti uguali. Un consapevolezza che si evince anche dal fatto di non volersi fossilizzare per forza sui brani più catchy e famosi; così, sul finale di Jenny Don’t Be Hasty, tra giochi di luci accecanti, concede solo uno snippet di New Shoes, tutt’ora il suo brano più noto negli States.CIMG2123

Il gruppo di supporto suona molto bene ed è assai affiatato, ma i momenti forse migliori sono quelli acustici, in cui Nutini è solo con la sua chitarra e finalmente riesce ad entrare in piena sintonia col pubblico. Perché se come musicista c’è ben poco da criticare, come performer il nostro ha ancora tanto da migliorare; l’incedere dello show quasi meccanico, sicuramente molto ben studiato ma senza tante pause tra una song e l’altra, ha l’effetto di non riuscire sempre a trascinare la folla, a cui viene concesso ben poco a parte qualche battuta e che non viene quasi mai guidato e comunque poco coinvolto come invece potrebbe essere. Ma la musica si prende quasi sempre il ruolo da protagonista, e dopo una bella versione di Diana arriva il momento di coverizzare Recover (appunto) dei Chvrches, prima di presentare la band durante Tricks Of The Trade. La parte centrale pur essendo molto calma e mid-tempo fila via con grande facilità, tra le tante spiccano a mio parere le performance di One Day (dove i fiati la fanno da padrone) e Cherry Blossom, fino a quando finalmente si alzano nuovamente i giri con Pencil Full Of Lead. Dopo un breve dialogo col pubblico e relativa marchetta – “Bella città, bella gente, belle ragazze” – la prima parte si chiude con una bella esecuzione di Iron Sky.CIMG2188

Ci sono giusto un paio di minuti per fumare una sigaretta guardandosi intorno e notare che il pubblico sia piuttosto eterogeneo, dividendosi tra ragazzine in preda all’ormonella e donne di mezza età, con gli uomini che, siano essi padri che accompagnano le figlie siano partner delle infatuate del bel Paolo, in ogni caso hanno un’aria vagamente stranita e non del tutto consapevole di dove siano e cosa stiano facendo. I bis partono in sordina con Growing Up Beside You e la poco conosciuta Funky Cigarette (bonus track dell’album Sunny Side Up), prima dell’accoppiata finale col botto costituita da Candy e Last Request; durante quest’ultima il nostro rimane sul palco da solo e dà vita ad una versione acustica della canzone, mentre il pubblico si unisce in un coro che si estende ben oltre l’uscita di scena del cantante.

Mentre si accendono le luci e la gente comincia lentamente a defluire rimane la sensazione di aver passato un paio d’ore di buona musica, uno spettacolo ragionato e molto pensato da parte di un artista maturo che da These Streets ha fatto molta strada e che come performer dal vivo non può che migliorare. Paolo Nutini affascina, piace alle milf e alle ragazzine, non dispiace agli amanti di un certo tipo di musica e per chi, come me, non è un fan particolarmente accanito ha comunque un paio di cartucce davvero notevoli da sparare. Mentre a Genova fa sempre caldo e ci si muove verso un’ultima birra fresca da bere seduti sui bordi della fontana di Piazza De Ferrari, canticchiando insieme a degli sconosciuti, si ha la consapevolezza che l’estate è davvero arrivata. Era ora.

La scaletta della serata:

Scream (Funk My Life Up)
Let Me Down Easy
Alloway Grove
Coming Up Easy
Looking For Something
Numpty
Jenny Don’t Be Hasty (snippet New Shoes)
Better Man
Diana
Recover
Tricks Of The Trade
One Day
Cherry Blossom
Pencil Full Of Lead
No Other Way
Iron Sky

Encore(s):

Growing Up Beside You
Funky Cigarette
Candy
Last Request (acoustic)