Elbow – Little Fictions

Guy Garver (voce), Craig Potter (tastiere, piano e produzione), Mark Potter (chitarra) e Pete Turner (basso) sono rimasti orfani del batterista Richard Jupp, andatosene sbattendo porte in faccia a tutto spiano. Perciò i quattro restanti hanno deciso di registrare fra la Scoza ed i Blueprint Studios di Salford; a differenza di quanto successo con Take Off qui le sessioni sono state condivise da tutti i membri contemporaneamente: scrittura e composizione collettive, quello che si dice un ‘band album’.

Lowly – Heba

Che cos’è Heba? Un disco, naturalmente, il lungo esordio di una band che muove i primi passi nel delicato mondo del dream pop: i Lowly. Il quintetto danese, attivo dal 2014, ha rilasciato in questi tre anni una manciata di pezzi racchiusi nell’EP Sink Way Into Me e altri singoli sparsi che hanno delineato fin da subito la personalità di questo gruppo eterogeneo, brillante e soprattutto molto acceso.

Sampha – Process

A differenza dei due mini-album precedenti, Process è stato registrato in studi professionali – uno a Londra l’altro all’Ocean Sound Recordings di Grisk, sperduta isola norvegese – con la preziosa coproduzione dello scozzese Rodaid McDonald, gentilmente fornito dalla XL Recordings, casa madre della fedelissima Young Turks. Attorno a questo primo LP si è creata un’attesa di quelle che capiteranno due o tre volte in un anno, e che in un modo o nell’altro ne ha profondamente influenzato sia la fruizione sia il giudizio di merito.

Cloud Nothings – Life Without Sound

Per il loro quarto lavoro in studio, l’approccio è decisamente più lucido e ponderato. Sarà che non si rimane giovani per sempre, sarà che a un certo punto del percorso anche il loro sound necessitava di una svolta più definita e calibrata, comunque sia, la cosa certa è che la presa non è stata affatto allentata.

SOHN – Rennen

Il suo spirito cosmopolita l’ha portato nel giro di poco tempo a piantare le proprie radici da Londra a Vienna (luogo di nascita di Tremors) a Los Angeles. Nel mezzo ci son stati un matrimonio e l’arrivo di un figlio. Il buon Christopher non si è fatto mancare proprio nulla e quindi, visto che le esperienze ci son state, la luce della creatività è sempre rimasta accesa, il momento propizio per sfornare il sophomore non poteva che essere questo.

Bonobo – Migration

Migration è il sesto lavoro in studio del producer britannico, uscito a tre anni di distanza dal precedente, apprezzatissimo, The North Borders. Chiunque con la sua esperienza e il suo successo consolidati nel corso degli anni, al suo posto non avrebbe avuto esattamente tra le proprie priorità quella di aizzare il tiro e sfidare qualche limite. E- sorpresa, sorpresa- in effetti nemmeno lui. Questo non significa assolutamente che ci troviamo di fronte a un lavoro privo di idee e spunti interessanti, anzi, con le dodici tracce di questo lavoro si aprono le porte di un mondo, o meglio, del mondo.

Foxygen – Hang

I Foxygen – al secolo Jonathan Rado e Sam France – probabilmente si sentono investiti, da qualche entità superiore sconosciuta, di una missione da compiere. I loro stessi album, per lo meno gli ultimi tre compreso Hang, non sono semplici lavori fatti uscire come farebbe la maggior parte delle band, ma sono sicuro che per i due californiani si incastrano in qualcosa di più grande. Una saga, forse una trilogia. Al fortunato e per ora ineguagliato We Are the 21st Century Ambassadors of Peace & Magic del 2013 è seguito l’anno dopo …And Star Power.

The Flaming Lips – Oczy Mlody

Oczy Mlody – che in polacco significa ‘eyes of the young’ (lo scrivo in inglese perché poi capirete) – vede il nucleo dei Flaming Lips così come lo avevamo lasciato dopo la cacciata di Kliph Scurlock. Wayne Coyne, Michael Ivins, Steven Drozd, Derek Brown ed un paio di altri collaboratori hanno registrato tra la natia Oklahoma City e New York insieme al fidato Dave Fridmann (col supporto di Scott Booker).

The xx – I See You

Se fino a poco tempo fa erano Madley Croft e Oliver Sim ad avere maggior visibilità (sia dal vivo che su disco) e a creare magiche connessioni musicali, senza dubbio oggi il leader indiscusso di questo trio è Jamie xx che, dopo il suo ultimo lavoro da solista, aveva fatto presagire una grossa trasformazione anche nel percorso intrapreso con i due amici di sempre. Ebbene, a cinque anni di distanza da Coexist, gli xx sono tornati con “l’hypatissimo” (eheh) I See You e questa trasformazione in parte c’è stata ma in parte anche no.

Sundara Karma – Youth Is Only Ever Fun In Retrospect

I Sundara Karma sono Oscar Pollock (voce e chitarra), Haydn Evans (batteria), Ally Baty (chitarra) e Dom Cordell (basso) e Youth Is Only Ever Fun In Retrospect è il loro primo LP che salta fuori direttamente dalla calza della befana il 6 gennaio. Con ben otto brani non inediti su dodici, questo disco potrebbe inaugurare la categoria “Debutti che non lo sono” eppure questo quartetto sbucato dal Regno Unito ormai già qualche anno fa, pare proprio voglia imporsi come una vera e propria novità di quest’anno.